Tre film di Wong Kar-wai

In
questi ultimi giorni ho visto tre film del regista hongkonghese Wong Kar-wai.
Il
primo film è Hong Kong Express del 1994 (vi consiglio di leggere la trama
e la recensione qui: https://lafirmacangiante.blogspot.com/2026/03/hong-kong-express.html).
Il
secondo film è Angeli perduti del 1995 che ha molto in comune con Hong
Kong Express: in entrambe le pellicole il regista fa uso della tecnica
dello step framing e racconta la vita di un paio di uomini di Hong Kong e delle
donne che hanno con essi un qualsiasi tipo di contatto. Ma ci sono delle
differenze. Mentre in Hong Kong Express il racconto è suddiviso in due
episodi distinti, in Angeli perduti le singole storie dei personaggi si
alternano continuamente. I protagonisti sono un killer professionista, la sua
socia che gli rassetta l’appartamento, una ragazza eccentrica che inizia una
relazione con il killer, un ragazzo muto che si guadagna da vivere occupando
negozi in orario di chiusura, una ragazza che fa amicizia con lui (disperata
per essere stata lasciata dal fidanzato). La canzone che accompagna i titoli di
coda è Things in life di Dennis Brown, brano presente nella colonna
sonora di Hong Kong Express.
Il
terzo film è In the mood for love del 2000, che ho appena scoperto avere
un prequel (Days of being wild del 1991) e un sequel (2046 del
2004). Il film è ambientato ad Hong Kong negli anni Sessanta. Chow,
caporedattore di un giornale, e Su, segretaria di una compagnia di navigazione,
si trasferiscono lo stesso giorno nello stesso palazzo in due appartamenti
attigui. Entrambi hanno un coniuge che si assenta spesso per lavoro e
loro passano molto tempo da soli. Piano piano, fanno conoscenza e una sera Chow
invita Su a cena. Chow chiede a Su dove ha comprato la borsa che aveva quella
mattina. Su risponde che gliel’ha comprata suo marito all’estero, che quelle
borse in Cina non si vendono. Chow confida a Su che sua moglie ne possiede una
uguale. Su domanda a Chow dove ha comprato la cravatta che indossa. Chow risponde
che gliel’ha regalata sua moglie. Su confida a Chow che suo marito ne possiede
una uguale. In questo modo Chow e Su scoprono che i loro coniugi sono amanti e si
chiedono come sia iniziata la loro storia. Chow inizia a scrivere un libro di
arti marziali e domanda a Su di aiutarlo nella sua stanza. Dato che gli altri
inquilini dell’appartamento in cui vive Su iniziano a notare le sue assenze,
Chow affitta una camera d’albergo per poter scrivere con Su. La relazione tra
Chow e Su è meramente platonica ma col passare del tempo iniziano a provare
sentimenti l’uno per l’altra. Quando Chow deve trasferirsi per lavoro a
Singapore, chiede a Su di andare con lui ma purtroppo lei arriva in ritardo e
lui ha già lasciato l’albergo. L'anno successivo, Su va a Singapore e visita
l'appartamento di Chow, ma non lo trova. Gli telefona al lavoro ma rimane
in silenzio. Chow e Su non si rivedranno più. La colonna sonora del film è
meravigliosa, soprattutto il brano Jumeji's Theme di Shigeru Umebayashi.
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